hassan hajjaj, tra eredità e ibridazione

L'« Andy Wahlou » marocchino trasforma un vicolo in studio e una scatola di tè in cornice fotografica. Stabilito a Londra, questo pioniere della pop art marocchina celebra l'ibridazione culturale fotografando tanto Nicki Minaj, Billie Eilish o Madonna quanto i suoi vicini o i commercianti del quartiere, con lo stesso protocollo meticoloso: accessori, tessuti, motivi zellige.
Lo studio ovunque, il quotidiano come cornice
Quello stile audacemente assunto, quegli scatti ultra colorati, si ritrovano anche nell'opera dell'artista multidisciplinare Hassan Hajjaj. Soprannominato « Andy Wahlou » dall'amico Rachid Taha, è oggi considerato il pioniere della pop art marocchina. Da lui, un semplice vicolo può diventare uno studio fotografico improvvisato, decorato con tessuti nordafricani e materiali del quotidiano.
Il suo lavoro estetico non si ferma alla fotografia: la firma di Hajjaj si estende anche alle sue cornici originali, realizzate a partire da oggetti d'uso comune. È così che Nicki Minaj si ritrova a posare su due pallet, su uno sfondo di tessuto rosso ornato di stelle bianche, incorniciata da scatole di tè marocchine. Calciatori, musicisti, cantanti, tutti ci passano, spesso con un ammiccamento alle sue radici.

L'identità come processo
Se l'artista resta profondamente legato alle sue radici, porta anche un'identità profondamente multiculturale, essendosi trasferito giovanissimo a Londra in un ambiente artistico in fermento. Le due culture in cui è cresciuto hanno ampiamente plasmato la sua opera e sono all'origine stessa di una dualità che vi si ritrova largamente. È tutto il senso dei suoi ritratti, dove uno stesso modello può indossare un velo tradizionale sfoggiando al contempo occhiali da sole griffati o una maglia da calcio. Da lui questi due mondi convivono naturalmente e invitano lo spettatore a prendere le distanze dai propri pregiudizi. A questo proposito, l'autrice Michket Krifa dice molto giustamente di Hajjaj che celebra l'ibridazione e vede l'identità come un processo in costante evoluzione, superando le opposizioni geografiche, tra tradizionale e moderno. La ripetizione di materiali quotidiani fa d'altronde eco ai mosaici tradizionali marocchini in zellige, riprendendo al contempo l'estetica della pop art.

Anche la musica è molto importante per me e la ascolto mentre lavoro. È per questo, credo, che le immagini e le cornici abbiano una sorta di ritmo.
Hassan Hajjaj — Afrique XXI
My Rock Stars, un'opera in musica
La mostra My Rock Stars racconta così il percorso di Hassan Hajjaj attraverso un'opera musicale. E a ragione: la musica occupa un posto essenziale nel suo lavoro, sia come disciplina a sé sia attraverso le figure che la incarnano. Billie Eilish, Madonna, Rachid Taha, Lee Scratch Perry, Alicia Keys & Swizz Beatz, il m'alem gnawa Boubker Gania… le sue « Rock Stars » sono uniche, toccano tutti gli stili, a immagine della sua arte. Per ciascuna, Hajjaj ha messo a punto un vero protocollo: occhiali, calzini, cappelli, accessori, ma anche abiti confezionati su misura da lui stesso.

Il percorso è accompagnato da una creazione sonora inedita del gruppo Acid Arab, precursore dell'elettronica orientale in Francia, pensata per prolungare l'energia della mostra. Mescolando ritmi ancestrali, pulsazioni techno, energia punk, disco e rap, celebra le eredità musicali del Nord Africa e del Medio Oriente.
Hassan Hajjaj, My Rock Stars
Musée de la Musique
Dal 22 settembre 2026 al 25 aprile 2027
Intero 12 € · Ridotto 10 € · Ridotto 2: 6 €
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