rafael pavarotti, l'obiettivo che sposta lo sguardo

L'avete quasi certamente già incrociato senza saperlo. Dietro i ritratti saturi di colore di Rihanna o Beyoncé si nasconde Rafael Pavarotti, fotografo brasiliano di origini afro-indigene, nato nel Pará. La sua arte si distingue per la posizione centrale che riserva ai modelli neri e indigeni, per silhouette maschili che si allontanano dai codici virili abituali e per un'estetica colorata ereditata dalla moda ma che va ben oltre.

Il colore come eredità
Nel solco di Kerry James Marshall, un altro artista mette la pigmentazione al cuore della propria opera. Senza saperlo, potreste aver conosciuto il suo lavoro attraverso le foto di Rihanna, A$AP Rocky o Beyoncé. Riconosciuto dapprima nell'universo della moda, Rafael Pavarotti si è oggi imposto come una figura imprescindibile dell'immagine contemporanea. Dal New York Times a Vogue, i suoi scatti si distinguono nettamente per i colori vivaci e i contorni affilati, quasi pittorici, al confine con il surrealismo.
Il colore è sempre stato per me più di semplici pigmenti. È un antenato, un ritmo, uno spirito, una memoria.
“Color has always been more than just pigments to me. It is an ancestor, a rhythm, a spirit, a memory.”
Rafael Pavarotti — Acumen Magazine
Nato nello Stato del Pará, in Amazzonia, le sue origini brasiliane occupano un posto centrale nel suo percorso. Pavarotti lavora volutamente con modelli neri e indigeni per denunciarne l'assenza nella storia della moda. « In quanto fotografo afro-indigeno brasiliano, celebrare l'esperienza nera e indigena farà sempre parte del mio lavoro, perché fa anche parte di me », dichiara al British Journal of Photography.
Nel 2022 il suo impegno diventa apertamente politico con la copertina di British Vogue intitolata As the World Turns, dove mette in luce una nuova generazione di modelle come Adut Akech e Anok Yai. Il progetto si inscrive nella scia di pioniere come Donyale Luna, Beverly Johnson o Naomi Campbell, e nella continuità delle sue collaborazioni con direttori artistici come Feben o Ib Kamara, eredi di Virgil Abloh.

Spostare lo sguardo sul corpo
Sul piano artistico, Pavarotti si distingue anche per il modo in cui affronta il corpo maschile, che fotografa in chiave androgina. Silhouette tese, sguardi diretti, gesti trattenuti segnano una rottura netta con le pose eroiche e viriliste a cui l'industria della moda ci ha abituati.
In questa mostra, Pavarotti ci invita a spostare lo sguardo, facendo di ogni fotografia uno spazio di reinvenzione, al di là della semplice rappresentazione. È questa visione singolare che gli permette di superare il quadro della moda e di iscriversi durevolmente nella fotografia contemporanea. Perché è proprio lì che risiede anche la forza del suo gesto. La moda è una delle industrie più mediatizzate e più osservate al mondo. E imporvi altri corpi, altri sguardi, altri racconti significa, in un certo senso, colpire là dove l'immagine circola più in fretta e più ampiamente, ben oltre l'abito.
Rafael Pavarotti
Musée des Arts Décoratifs
Dal 2 ottobre 2026 al 2 maggio 2027
Intero 18 € · Ridotto 10 € · Gratuito sotto i 26 anni
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