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da vedere quest'autunno: tre mostre che ridefiniscono lo sguardo

Lola-Sarah Schneider ·17 septembre 2026

À voir cet automne : trois expos qui redéfinissent le regard
À voir cet automne : trois expos qui redéfinissent le regard

Per questo rientro culturale, Parigi si reinventa attraverso il colore, la pelle e l'identità. Alchimist ha selezionato per voi tre mostre da non perdere. In programma: tre artisti, tre continenti e una stessa ossessione, quella di rimettere il colore (della pelle, del pigmento, del suono) al centro di una storia dell'arte che lo ha a lungo relegato ai margini.

Tre mostre, tre sguardi, una stessa convinzione: ciò che la storia dell'arte ha lasciato ai suoi margini merita il centro. Ecco dove vederle, e perché ciascuna vale il viaggio. Ogni mostra ha il suo articolo dedicato, da ritrovare al termine di ciascuna sezione.

Kerry James Marshall — il corpo nero nel grande racconto

Kerry James Marshall, When Frustration Threatens Desire, 1990
© Jack Shainman Gallery, New York

L'artista americano dipinge corpi neri dagli anni Ottanta, con pigmenti come l'ossido di ferro per esaltarne la nerezza. Tra pop, afrofuturismo e classicità, la sua pittura li reinserisce nel grande racconto della storia dell'arte, dal quale erano stati a lungo esclusi. Al Musée d'Art Moderne de Paris, The Histories non si limita a mostrare quadri: obbliga a guardare diversamente.

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Rafael Pavarotti — l'obiettivo che sposta lo sguardo

Fotografia di Rafael Pavarotti, mostra al Musée des Arts Décoratifs
© Rafael Pavarotti

Dietro i ritratti saturi di colore di Rihanna e Beyoncé si nasconde Rafael Pavarotti, fotografo brasiliano di origini afro-indigene, nato nel Pará. Riserva il posto centrale ai modelli neri e indigeni, con un'estetica colorata ereditata dalla moda ma che la supera ampiamente. La sua prima retrospettiva si tiene al Musée des Arts Décoratifs.

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Hassan Hajjaj — tra eredità e ibridazione

Hassan Hajjaj, Nikee Rider, 2021
Nikee Rider, 2021, © Hassan Hajjaj

L'« Andy Wahlou » marocchino trasforma un vicolo in studio e una scatola di tè in cornice fotografica. Stabilito a Londra, questo pioniere della pop art marocchina celebra l'ibridazione culturale fotografando tanto Nicki Minaj, Billie Eilish o Madonna quanto i suoi vicini di quartiere. Alla Philharmonie, My Rock Stars racconta la sua opera attraverso la musica.

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Uno stesso gesto di riparazione

Tre artisti, tre geografie, tre discipline — la pittura, la fotografia di moda, il ritratto pop. Ma uno stesso gesto: riprendere i corpi, i volti e i racconti che la storia dell'arte ha tenuto a distanza, e ricollocarli al centro. Da vedere, da collegare, da portare con sé quest'autunno.

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